martedì 22 maggio 2012

La leggenda di Oiwa

Io sono una fan dell'horror , sin da piccola guardavo tutti i film horror nonostante le notti insonni li guardavo ugualmente . Credo che le storie di fantasmi giapponesi siano le migliori , davero tetre . Pochi giorni fà ho visto un anime molto bello è mi sono informata sulla storia e infatti è una leggenda giapponese . La storia di Oiwa è una delle più famose storie di fantasmi giapponesi. In Giappone è conosciuta come “Yotsuya Kaidan” e racconta di una donna che venne avvelenata dal marito infedele. Il suo fantasma ritorna dalla morte con il volto sfigurato, per esigere vendetta. Oiwa era una giovane e bella ragazza che viveva in un piccolo paese del Giappone. Era fidanzata con un uomo di nome Iemon e, nonostante egli non possedesse molto denaro, lo amava con tutta se stessa. Quando Iemon le chiese di sposarlo, Oiwa ne fu follemente felice. Dopo il matrimonio si trasferirono e presto lei restò incinta del loro primo figlio. A Oiwa non importava che Iemon era povero, ma il fatto che egli non avesse prospettiva alcuna, l'averebbe in futuro turbata e depressa. Iemon cominciò presto a odiare la sua giovane e felice moglie e intraprese una relazione extraconiugale con una ricca donna di nome Oume. La corteggiò per mesi e mesi, finchè Oume si innamorò di lui malgrado la sua povertà e il fatto che fosse già sposato con Oiwa. Un giorno, il padre di Oume venne per incontrare Iemon e gli disse che sua figlia lo amava molto, ma era disonorevole che egli fosse già sposato. In questa situazione Iemon non avrebbe potuto avere Oume e ottenere così la ricchezza e la nobiltà che ella possedeva. Iemon ascoltò con attenzione. Per molto tempo, Iemon rimuginò sulle parole del padre di Oume. Un piano crudele iniziò a prendere forma nella sua mente. Decise che l'unica maniera per sposare Oume era sbarazzarsi di Oiwa e del figlio che ella portava in grembo. Pensò che il modo più semplice per farlo era avvelenarla e far sì che sembrasse una morte naturale. La povera Oiwa ignorava del tutto i piani omicidi del marito. Completamente ignara del fato che le stava per accadere, continuava felicemente i preparativi per la nascita del loro pargolo. Una sera, Oiwa e Iemon erano seduti a cenare. Oiwa notò che suo marito era stranamente silenzioso e sembrava che fosse nervoso per qualche motivo. Gli disse di mangiare la sua cena, ma lui non volle toccare il cibo. Le gridò di smetterla di agitarsi e di mangiare, perchè disse, doveva essere in forze per il piccolo. Alla fine, Oiwa smise di insistere nel tentativo di allettare l'appetito del marito e iniziò a mangiare la sua cena. Non passò molto che ella iniziò a sentirsi terribilmente male. Iemon la guardava freddamente mentre il veleno faceva effetto, non offrendole aiuto o conforto. Ma Oiwa non morì subito. Il suo viso fu sfigurato dagli effetti del veleno. Poi perse conoscenza. Iemon era troppo codardo per finire il lavoro che aveva iniziato. Così prese il corpo inerme di Oiwa e lo adagiò su un letto. Finalmente Oiwa si risvegliò. Non ricordava nulla dell'avvelenamento, ma aveva perso il bambino e la sua faccia era ripugnante, terribilmente sfigurata. Nonostante ciò, Oiwa visse. Iemon era disperato. Giocava la parte del marito preoccupato, ma continuava a pensare a un modo per sbarazzarsi di sua moglie. Una sera portò Oiwa fuori per una lunga camminata. Arrivarono nei pressi di una scogliera, e Iemon si guardò intorno per vedere se ci fosse qualcuno nelle vicinanze. Non vide nessuno. Iemon spinse giù Oiwa. Recuperò in seguito il corpo senza vita e le dette il miglior funerale che egli potesse permettersi, spendendo tutto il denaro in una grande processione degna del dolore di un marito che ha perso la propria moglie. Iemon sapeva naturalmente che i suoi problemi economici sarebbero stati solo temporanei, ora che Oiwa non c'era più. Pensando che i suoi guai fossero finiti, Iemon pianificò le sue nozze con Oume. Durante la notte prima che il matrimonio avesse luogo, notò che la lampada che aveva di fianco al letto si stava attenuando. Egli la osservò con curiosità, poiché essa cominciò a cambiare aspetto. Improvvisamente, la faccia sfigurata di Oiwa rimpiazzò la lampada e la sua immagine si espanse per tutta la stanza. “Traditore!” sibilò. Iemon afferrò un bastone e lo agitò contro la faccia di Oiwa, ma essa scomparve e la lampada si infranse e cadde sul pavimento. Gli parve di udire la fievole risata di una donna provenire dall'esterno. Scosso dall'avvenimento, Iemon si convinse di aver bevuto troppo la sera prima e che la visione di Oiwa ne fosse il risultato. Tornò a letto. Il giorno seguente, Iemon aveva già scordato tutto riguardo allo spettro della notte precedente. Lui e Oume celebrarono finalmente il matrimonio. Ma quando Iemon le alzò il velo, il giovane e bel viso della donna scomparve e al suo posto vide la faccia sfigurata di Oiwa che sibilò per la seconda volta “traditore!”. Inorridito dalla visione, Iemon sguainò la sua spada e decapitò lo spettro di Oiwa. La testa troncata rotolò sulla navata della chiesa, ma quando si fermò, Iemon scoprì con orrore che era la testa di Oume. Egli sentì di nuovo in lontananza il suono di una risata prendersi gioco di lui. Cercando un posto dove nascondersi, Iemon tornò alla sua vecchia piccola casa, dove un tempo viveva con Oiwa. Improvvisamente sentì bussare alla porta, quando aprì, vide Oiwa. Di nuovo afferrò la spada e decapitò il fantasma - solo per scoprire che aveva appena decapitato il nonno di Oume. Vicino alla pazzia, Iemon corse alla scogliera dove portò Oiwa la sera in cui la uccise. Ormai la risata della donna lo seguiva dovunque egli andasse. Si fermò davanti al dirupo, guardando in basso. Indeciso se gettarsi nel vuoto. Alcuni passanti raccontarono di aver visto il fantasma di una donna spingerlo giù dal dirupo e gettarsi dopo di lui, ridendo...
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