lunedì 13 febbraio 2012

la leggenda di Momotaro

Io adoro tutte le leggende e devo dire che le migliori sono quelle giapponesi e cinesi . Molti cartoni animato si ispirano poi a queste leggende come è successo a Momotaro . Momotaro 桃太郎 (chiamato anche Taro della pesca) è il protagonista di una famosissima e antichissima favola giapponese. Il racconto risale al periodo Edo e narra più o meno così: “C’erano una volta due vecchietti che vivevano in campagna. Avevano sempre vissuto da soli perchè non avevano figli. Un giorno mentre la nonna lavava i panni sul fiume, il nonno decise di andare in montagna a tagliare l’erba. Mentre lavava i panni sul fiume, la nonna si accorse di una grande pesca che fluttuava sul fiume, così si avvicinò. Appena riuscì a prenderla, l’afferrò e la portò a casa per mostrarla al nonno. Al suo ritorno dalla montagna, il nonno, sorpreso della grandezza smisurata della pesca che la moglie aveva trovato, decise di tagliarla e aprirla; con loro grandissimo stupore all’interno del frutto trovarono un bambino!! Poichè non avevano figli decisero di tenerlo con sè e di allevarlo come se fosse loro figlio e, proprio perchè nato da una pesca decisero di chiamarlo “Momotaro“. Passarono gli anni e Momotaro mangiava e cresceva sempre di più diventando un ragazzo forte e robusto oltre che molto generoso. Un giorno Momotaro venne a sapere che gli orchi dell’isola venivano di tanto in tanto a fare del male e a rubare ai poveri contadini così pensò di andare dagli orchi per dare loro una lezione e salvare i contadini dalla loro perfidia. Andò a casa e disse ai nonni che voleva partire. I nonni glielo sconsigliarono perchè poteva essere troppo pericoloso avventurarsi ma Momotaro ormai aveva deciso di andare perciò si preparò a partire. La nonna allora gli preparò del cibo e dei “Kibi Dango”, gli raccomandò di stare attento e gli augurò Buona Fortuna. Partito per la missione, Momotaro incontrò tre amici che si offrirono di aiutarlo nell’impresa in cambio dei suoi Kibi Dango: un cane rosso, una scimmia gialla e un fagiano blu. Il cane si chiamava Akainu (aka=rosso, inu=cane), la scimmia si chiamava Kizaru (kiiro=giallo, saru=scimmia) e il fagiano Aokiji (aoi=blu, kiji=fagiano). Il fagiano li attaccò da terra, la scimmia li graffiava e il cane li mordeva. La battaglia durò parecchio ma alla fine gli orchi sfiniti dovettero arrendersi e promisero che mai più avrebbero fatto del male o rubato alla gente di campagna; promisero anche che avrebbero dato come risarcimento per il male fatto alla povera gente tutti i loro gioielli e tesori più preziosi. Momotaro così torno a casa con tutti i tesori che distribuì a tutta la gente del villaggio e dopo una grande festa da quel giorno vissero tutti i pace e armonia”. La storia di Momotaro è particolarmente radicata a Okayama forse perchè le origini di questa storia potrebbero risalire a quella zona. L’isola degli orchi viene spesso associata all’isola di Megi-jima, un’isoletta nel mare vicino Takamatsu. Oggi è possibile trovare infatti proprio ad Okayama una statua che ritrae Momotaro insieme alla scimmia, al cane e al fagiano! Curiosità La storia di Momotaro è talmente famosa che il piccolo nato da una pesca è stato protagonista di alcuni lunghi e cortometraggi animati dove il protagonista affronta avventure sempre diverse. C’è infine nel manga One Piece un piccolo riferimento alla leggenda di Momotaro: nel manga infatti nel corso della storia fanno la loro comparsa tre ammiragli che si chiamano Aokiji, Kizaru e Akainu che sarebbero i nomi rispettivamente del fagiano blu, della scimmia gialla e del cane rosso, protagonisti della fiaba insieme a Momotaro. testo preso http://sakuramagazine.com "grazie"
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