giovedì 1 settembre 2011

Ukiyo

frugando tra le mie cose ho trovato un calendario che ormai avevo dimenticato. Ma come ho potuto dimerticarlo ? è un calendario bellissimo con disegno meravigliosi
Attualmente la critica giapponese considera l'arte "ukiyo-e" come la più universalmente nota ed apprezzata fra le arti giapponesi. Questo tipo di arte si espresse con la produzione di opere (pitture, stampe e libri illustrati) che rappresentavano il mondo ed i piaceri dell'allora nascente ceto medio. L'impiego prevalente della tecnica della stampa invece che della pittura fu dovuto alla notevole richiesta che tali opere avevano presso la società dell'epoca. La tradizione di una pittura popolare giapponese iniziò a Kyoto nei secoli 16° e 17° e fu promossa sia dal mondo feudale che dalla borghesia urbana che cominciava a costituirsi all'inizio dell'epoca Togukawa. Da questa tradizione emerse una arte genuinamente popolare che prese il nome di ukiyo-e, letteralmente imagini del mondo fluttuante, o -liberamente- imagini del mondo quotidiano; tale arte fiorì in Giappone dalla metà del 17° secolo alla metà del 19° secolo. Nel periodo compreso fra 1750 e 1850 circa si ebbe il culmine dell'arte ukiyo-e; K Utamaro (1753-1806) perfezionò lo stile languido e sensuale con il quale rappresentava bellissime donne dando una sensazione di grazia e dolcezza; T Sharaku rappresentò per un periodo di tempo brevissimo (10 mesi fra 1794 e1795) il mondo dei grandi attori teatrali, con uno stile incisivo e satirico. Leggi suntuarie (tendenti a limitare il lusso) proibirono la produzione di materiale considerato licenzioso e posero restrizioni alla possibilità di viaggiare; questo ebbe come conseguenza la nascita del genere paesaggistico. Il genio prodigioso di K Hokusai (1760-1849) si espresse in 30000 stampe paesaggistiche del tutto innovative, fra le quali quelle raccolte nelle opere Trentasei vedute del Monte Fuji (c.1823-29) e "Cascate in varie provincie" (c. 1833); Hokusai ha lasciato una impronta indelebile nella storia dell'arte giapponese e occidentale. Nello stesso periodo A Hiroshige (1797-1858) sviluppò in 15 anni uno stile lirico e intimo che si manifestò in opere quali Cinquantatre località del Tokaido (1833-34), Cento famose viste di Edo e dintorni (1857) e Sessantanove località del Kisokaido . Sebbene non innovativo come Hokusai, Hiroshige riuscì a rappresentare in modo immediato tutte le sensazioni indotte dal paesaggio giapponese. Dopo l'apertura del Giappone all'Occidente (riforma Meiji) le stampe ukiyo-e dei maggiori maestri, quali Utamaro, Hokusai e Hiroshige raccolsero una vasta popolarità presso i collezionisti d'arte occidentali e gli artisti impressionisti e post-impressionisti, fra cui Edgar Degas, Vincent van Gogh, Henri de Toulouse-Lautrec e Paul Gauguin. Le caratteristiche più evidenti della influenza dell'arte ukiyo-e sono l'uso di tinte piatte e morbide e di contorni sottolineati con colori contrastanti sullo sfondo. Nel quadro di V Van Gogh "Ritratto di père Tanguy" (1887-88) sono evidenti sullo sfondo stampe giapponesi; l'opera "La Mousmé" (1888) dello stesso pittore è considerata quella in cui l'influsso giapponese è più evidente, sia per la intonazione chiara e luminosa che per la sovrapposizione di zone di colore.
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